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Tecnopolimeri: definizione e classificazione

Venerdì, 15 Giugno 2018 00:00

Con il termine tecnopolimeri vengono indicati i polimeri caratterizzati da elevate qualità fisico-meccaniche quali la tenacità, la lavorabilità, la rigidità, la resistenza alle alte temperature, ai carici statici e dinamici e all’invecchiamento.

I tecnopolimeri, conosciuti anche con la denominazione di “polimeri per ingegneria” o “engineering plastics”, possono essere utilizzati in sostituzione dei tradizionali metalli e hanno la peculiarità, specialmente se termoplastici, di presentare una struttura cristallina o amorfa che diventa trasparente quando sottoposta a stiramento.

In generale, la definizione dei tecnopolimeri può essere considerata difficoltosa, soprattutto perché è arduo identificare in modo univoco la cornice concettuale entro cui collocarli dal momento che questa tende a mutare nel tempo.

 

In termini di classificazione, appartengono alla famiglia dei tecnopolimeri:

-          Poliammidi: vengono utilizzati prevalentemente in ambito ingegneristico, per la realizzazione di guaine per l’isolamento elettrico, superfici e manufatti a elevata brillantezza, cavi, scatole a ingranaggi, idrocarburi e agenti chimici, parti meccaniche destinate a operare in ambienti ricchi di liquidi e vapori organici. I poliammidi sono presenti sul mercato sia in gradi semplici che rinforzati con fibre di vetro, nerofumo, riempitivi minerali e via discorrendo.

-          Policarbonati: vengono utilizzati prevalentemente nel settore delle lastre sostitutive di quelle in vetro (soprattutto per finestre e finestrini di aerei, treni, edifici scolastici o speciali e autovetture), in quello della sicurezza (laminati antiproiettile con vetro o altri materiali), nell’automotive, nell’illuminotecnica, nell’imballaggio, nell’elettronica e nel settore medicale.

-          Resine a base di fenilenossido: vengono utilizzate per la produzione di connettori elettrici, sintonizzatori televisivi, bobine di deflessione magnetica, griglie, parti esterne e cruscotti di veicoli.

-          Resine acetaliche: sono utilizzate con successo per la produzione di minuteria di precisione come ingranaggi, camme e cuscinetti. Tuttavia, la loro alta infiammabilità li rende sconsigliati per l’utilizzo in ambito elettrico. Gli acetali hanno, nel corso del tempo, sostituito progressivamente metalli quali ottone, zinco e alluminio grazie al loro costo contenuto. In termini di applicazioni, sono utilizzati per la realizzazione di molti componenti del settore automotive (sistema di alimentazione, cinture di sicurezza, maniglie dei finestrini), meccanico (giranti di pompe, alloggiamenti e ingranaggi) e dei prodotti di consumo (rocchetti per mulinetti da pesca, penne, chiusure lampo).

-          Poliesteri termoplastici: sono composti essenzialmente da PET (polietilentereftelato) e PBT (polibutilentereftalato). Come è noto, il PET viene utilizzato prevalentemente per la produzione di pellicole di imballaggio per alimenti, bottiglie a uso alimentare, tappeti, pneumatici e fibre per il settore tessile. Per quanto riguarda invece il PBT, sostituisce essenzialmente resine termoindurenti e metalli grazie al suo basso costo di produzione.

-          Polisolfoni: sono tecnopolimeri ad alte prestazioni, caratterizzati da ottime proprietà in termini di trasparenza e tenacità. Presentano un’elevata resistenza meccanica e una buona resistenza alle alte temperature, all’acqua e al vapore. Per queste ragioni sono perlopiù utilizzati per la produzione di componenti medicali e utensili da cucina. Nel settore elettrico, i polisolfoni trovano applicazione nella produzione di piastre per circuiti, rivestimenti per condensatori, componenti televisivi, supporti e anime per bobine e connettori.

-          Polifenilesolfuro: è un polimero ad alte prestazioni, caratterizzato da elevata resistenza anche a temperature molto alte (circa 300°). Una sua peculiarità è quella di resistere anche alla fiamma viva e viene dunque prodotto per applicazioni che necessitano di una buona resistenza al calore. Dal momento che questo superpolimero è piuttosto costoso, il suo impiego principale è relativo alla produzione di prese e altre componenti elettriche, oltre che per componenti destinate a forni, asciugacapelli e automobili.

-          Polietereimmidi: si tratta di tecnopolimeri amorfi ad alte prestazioni ed è essenzialmente conosciuto con il nome commerciale di Ultem. Questo è applicato con successo ai settori elettrico, elettronico, automotive e aerospaziale. In particolare, i polietereimmidi vengono utilizzati per la produzione di alloggiamenti per interruttori di circuiti ad alto voltaggio, bobine e rocchetti per alte temperature, scatole porta fusibili, pannelli stampati di controllo per gli impianti elettrici, connettori di spine.


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